Questa è stata proprio una settimana da Dio, mi verrebbe da dire. Abbiamo iniziato sentendo le osannate di Celentano ai giornali cristiani e alla sua visione della Chiesa, con relativa polemica per l'intera settimana, e abbiamo finito con la proclamazione di 22 neoporporati e relativa omelia in loro suffragio.
Scusate, mi sfugge qualcosa: come è possibile che con l'immensa crisi di sacerdoti che c'è in Italia, tanto da dover pregare per "tante sante vocazioni" salti fuori che nelle cattedrali, non ultima San Pietro a Roma, sia pieno stracolmo di vescovi e cardinali? Allora non venite a dirci che i preti non ci sono! Ci sarebbero, peccato che questi non si abbassino a gestire una parrocchia di un piccolo paese con tutto ciò che può comportare: pochi soldi, parrocchiani petulanti, menefreghisti e miscredenti e l'essere sempre al centro di inutili pettegolezzi; molto meglio andare in Vaticano, o in qualche altro "paradiso ecclesiastico" in cui sono certi di vivere una vita da nababbi, si, avete letto bene: NABABBI.
Alla faccia dei voti di povertà, obbedienza e castità. Ma andiamo: sono esseri umani esattamente come noi "gregge" e personalmente posso dire, avendo a che fare con suore e preti, che sono egoisti, tirchi all'ennesima potenza, irriconoscenti e irriverenti.
Non mi ritengo una fervente cristiana: sono credente e praticante ma non credo nella Chiesa come istituzione. Credo nella Chiesa come quelle 4 mura in cui dimora Gesù Cristo, quel luogo in cui mi rifugio nei momenti allegri e soprattutto in quelli tristi, quel luogo in cui sono fiera di poter prestare servizio suonando e cantando ma tutto il resto non lo considero come parte integrante della fede cristiana ma solo un contorno.
F.to
Vice direttore